“Domino 3.0. Dalla ferita alla forma. Kengo Kuma e l’architettura che rigenera” a cura di Roberto Daprà ed Elio Vanzo
La mostra “Domino 3.0. Dalla ferita alla forma. Kengo Kuma e l’architettura che rigenera” racconta come il legno abbattuto dalla Tempesta Vaia e colpito dal bostrico sia stato trasformato in un’opera architettonica firmata da Kengo Kuma. Quello che era un segno di distruzione diventa così simbolo di rinascita e di futuro. Si è trattata di una scelta progettuale dell’architetto Kengo Kuma e del suo team, che hanno individuato nella Val di Fiemme un contesto di particolare valore. L’interesse è stato motivato principalmente dalla storia della Magnifica Comunità di Fiemme e dall’impatto della tempesta Vaia sul territorio. Quest’ultimo aspetto, in particolare, ha guidato il progetto e l’utilizzo del legno. L’opera, già presentata alla Biennale di Venezia, torna ora in Val di Fiemme, nel Palazzo della Magnifica Comunità, come restituzione alla comunità del proprio paesaggio ferito.
L’esposizione “Domino 3.0: Generated Living Structure. Dalla ferita alla forma. Kengo Kuma e l’architettura che rigenera” si intreccia con l’altra mostra allestita a Palazzo “Il bosco e le piante nella crisi climatica attuale: il caso della Magnifica Comunità di Fiemme“, dedicata alla gestione sostenibile delle foreste e alle sfide poste dai cambiamenti climatici. Se quest’ultima racconta come la Comunità affronta eventi drammatici come Vaia e il bostrico per ripensare il futuro del territorio, la mostra di Kuma trasforma proprio quel legno ferito in materia viva per un’architettura generativa. Insieme, le due esposizioni invitano a riflettere su come una crisi possa diventare occasione di resilienza e di progettazione condivisa, unendo natura, cultura e innovazione.