Questo sito utilizza i cookies per le proprie funzionalità. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookies.Ho Capito! Autorizza e Continua! Se vuoi saperne di più clicca qui.

Magnifica Comunità
di Fiemme

Il Palazzo, Museo Pinacoteca

Magnifica Comunità
di Fiemme

Il Palazzo, Museo Pinacoteca

Storia

La pieve di Fiemme

Le pievi, nell'ambito dell'organizzazione religiosa del territorio, erano una suddivisione delle singole diocesi e consistevano in una chiesa madre, retta da un pievano, da cui dipendevano tutti i fedeli e tutti gli edifici sacri compresi nei suoi confini. Questa organizzazione è di origine altomedievale e per molte valli del Trentino, compresa Fiemme, la si può far risalire al tardo periodo longobardo. Nelle valli dell'Avisio abbiamo così tre pievi: S. Giovanni a Vigo di Fassa (diocesi di Bressanone fino al 1818), S. Maria di Cavalese, S. Maria di Cembra. Il territorio della pieve di Fiemme, la più estesa della diocesi, era più ampio sia di quello della giurisdizione di Fiemme che di quello della Comunità; infatti comprendeva non solo le regole del nesso comunitario, ma anche Stramentizzo, Valfloriana e Capriana, che appartenevano alla giurisdizione tirolese di Castello, e Anterivo, che giurisdizionalmente era legato ad Aldino e Redagno, in dipendenza da Egna.

La religiosità della popolazione non era testimoniata solamente dalla costruzione e manutenzione delle chiese e dalla cura nel tenerne l'amministrazione. Ancor oggi possiamo osservare sparsi per tutta la valle numerosi capitelli e tanti affreschi sulle case (raffiguranti soprattutto la Madonna). Ci attestano inoltre i profondi sentimenti religiosi degli antenati i lasciti testamentari per opere di bene, i legati pii, le elemosine ai poveri; e l'importanza data alle festività religiose nel corso dell'anno, alle processioni codificate anche nelle Consuetudini, all'appartenenza alle varie confraternite.

Tuttavia nei secoli scorsi la superstizione era molto diffusa, sia a causa dell'ignoranza che a causa della necessità di trovare una qualche risposta ai tanti problemi esistenziali. Per la Valle di Fiemme questo è attestato dai processi per stregoneria dell'inizio Cinquecento quando, in seguito ad un insieme di circostanze naturali particolarmente avverse, che misero in grave rischio i raccolti, il bestiame, la vita stessa della popolazione, specialmente dei bambini, la gente di Fiemme e la Comunità ritennero di trovare la causa di queste disgrazie nel comportamento non ortodosso di alcune persone, che avevano attirato la punizione divina.