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Magnifica Comunità
di Fiemme

Il Palazzo, Museo Pinacoteca

Magnifica Comunità
di Fiemme

Il Palazzo, Museo Pinacoteca

Storia

La giurisdizione di Fiemme

Nell'amministrazione della giustizia la Valle di Fiemme era divisa in due zone, con confini non coincidenti né con quelli della pieve né con quelli della Comunità. La zona più ampia, soggetta al giudice di nomina vescovile, era chiamata in antico gastaldìa e poi giurisdizione di Fiemme (o della Valle di Fiemme); il giudice risiedeva stabilmente a Cavalese e il territorio di sua competenza era quello delle regole della Comunità, eccetto Castello ed eccettuate le famiglie che abitavano nelle cosiddette case romane distribuite in varie regole e a Forno; inoltre, in caso di controversie, non erano a lui sottoposti i territori tirolesi oltre la Bellamonte, che dipendevano dalla giurisdizione tirolese del Castello di Egna.

Il giudice svolgeva il suo mandato nei termini ordinari (solitamente di sabato) e in occasione dei due placiti, al cosiddetto banco de la resón, nella piazza di Cavalese di fronte al palazzo. Il cosiddetto banco de la resón al parco della pieve, senz'altro di creazione antica, ha un nome che crea confusione; era sì probabilmente il luogo dove si svolgeva, solitamente il 15 agosto, l'assemblea comunitaria e dove lo scario dava ragione del suo operato e udienza a chi lo interpellava esclusivamente per affari riguardanti la Comunità; ma su nessun documento è indicato come banco de la resón, cioè con il termine che allora ovunque, non solo nella Valle di Fiemme, indicava il luogo in cui si amministrava la giustizia. Infatti in Fiemme la Comunità e la giurisdizione erano due cose nettamente distinte nelle funzioni, nelle competenze, nei componenti, nella sede, nel territorio.