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Magnifica Comunità
di Fiemme

Il Palazzo, Museo Pinacoteca

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Storia

La giurisdizione di Castello

L'altra parte della valle, comprendente la regola di Castello, apparteneva al comitato o contea tirolese, con un suo giudice e tribunale situato a Castello, dipendente in seconda istanza dalla giurisdizione di Enn e Caldiff con sede ad Egna, a cui erano assoggettati, oltre al Comitato, anche i territori sopra elencati assieme alle cosiddette case romane non appartenenti alla giurisdizione vescovile. L'origine di questa giurisdizione risale alla metà del XIII secolo e vi entrò a far parte anche un insieme di masi, prima appartenenti in parte ai conti di Appiano e in parte ai signori di Egna e poi di proprietà tirolese, cioè quelli che formarono le regole di Capriana, di Valfloriana e di Stramentizzo.

Nella giurisdizione o comitato di Castello l'amministrazione della giustizia avveniva secondo modalità che, in piccolo, ricordano quelle della giurisdizione vescovile di Fiemme. Il giudice nei processi era assistito dal degano (carica documentata dal 1245), nominato annualmente a Castello tra i vicini di quella regola, e da un consiglio di 7 giurati (tre nominati a Castello, detti giurati di banco, mentre gli altri quattro erano inviati uno ciascuno da Valfloriana, Capriana, Stramentizzo, e dagli abitanti delle case romane), che nell'ambito del comitato avevano le medesime funzioni dei giurati di Fiemme nella loro giurisdizione.

Quindi anche nella giurisdizione tirolese erano state accolte delle consuetudini di cui non conosciamo l'origine, ma che dimostrano la forza della tradizione locale rispetto al potere del signore. Il degano di Castello aveva, nell'ambito del comitato, funzioni soprattutto di ordine fiscale e consistevano nella tenuta dei registri e nella raccolta delle imposizioni dovute ai Tirolo (a cui nel 1473 subentrarono i Firmian nei diritti delle rendite fondiarie spettanti al comitato, ma non come giurisdicenti).