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Magnifica Comunità
di Fiemme

Il Palazzo, Museo Pinacoteca

Magnifica Comunità
di Fiemme

Il Palazzo, Museo Pinacoteca

Approfondimenti

Rimozione dei fasci littori dalla facciata del Palazzo.

AMCF, Allegati ai consuntivi, Sc. 417-150

Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme è un monumento che, durante i suoi 8 secoli di storia, risulta in costante evoluzione architettonica-funzionale. Il ‘900 è sicuramente un secolo cruciale per l’edificio cavalesano che, dopo gli interventi eseguiti tra il 1909 e il 1914, sarà sottoposto ad una grandiosa campagna di restauro negli anni Trenta

I lavori, promossi dal Sovrintendente Giuseppe Gerola, vedranno soprattutto la sistemazione della facciata principale e la ricostruzione del caratteristico timpano (demolito nel 1820). Ad occuparsi del restauro pittorico (1937-38), degli affreschi cinquecenteschi, fu Arturo Raffaldini, mentre il frontone, progettato dall’architetto Antonio Rusconi (1938), fu abilmente decorato dall’artista Vittorio Melchiori (1938).

In occasione dei due interventi pittorici Raffaldini e Melchiorri aggiunsero in facciata, come era in uso durante il Ventennio, i simboli del regime: ovvero tre fasci littori. Uno, il più grande e visibile, posto all’interno di uno scudo alla sinistra di San Vigilio in trono, era posizionato proprio sul timpano, mentre altri due affiancavano lo stemma della Comunità Generale e la scritta in ricordo dell’avvenuto restauro, all’altezza del primo ordine di finestre.

Nell’Archivio storico della Magnifica Comunità di Fiemme, oltre ai documenti che testimoniano le fasi del restauro, sono presenti anche i carteggi che dimostrano come nel 1943 i simboli del regime furono rimossi. In preparazione di tale operazione, al costo di 630 lire, venne così allestito un ponteper rifare lo stemma e, in data 12 agosto, l’Ente approvò il pagamento di 510 lire da versare ai pittori-decoratori Luigi Battisti & C. di Trento per la cancellatura dei fasci littori.

Nella fattura inviata dagli artigiani trentini si legge che il fascio littorio presente sul timpano fu coperto dal dipinto di un’aquila, simbolo del Principato Vescovile, e la data visibile presso il santo patrono venne ritoccata. Un’altra cancellatura interessò i due fasci collocati in basso sulla targa che ricorda i restauri, fatta realizzare da Gerola in occasione della fine dei lavori di restauro del Palazzo.

Questi piccoli ma simbolici interventi di rimozione risultano estremamente importanti da un punto di vista storico: essi raccontano della repentina trasformazione politica italiana, avvenuta a fine luglio 1943 con la deposizione di Benito Mussolini e la soppressione del Partito Nazionale Fascista, e l’ennesimo cambio funzionale-decorativo dell’ex Palazzo vescovile di Cavalese.

Approfondimento Tematico

La tematica può essere ulteriormente approfondita leggendo il catalogo “DOMUS MAGNA. Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme dal Medioevo a oggi” a cura di Francesca Dagostin, Tommaso Dossi, Roberto Daprà, pubblicato per l’omonima mostra allestita presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, Cavalese - 21 luglio 2019 – 13 aprile 2020