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Magnifica Comunità
di Fiemme

Il Palazzo, Museo Pinacoteca

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Il Palazzo, Museo Pinacoteca

Approfondimenti

Bernardo Cles e la residenza estiva di un principe

Con l’episcopato di Bernardo Clesio inizia il periodo di massimo splendore per il principato tridentino. Il benessere si riflette nel fermento culturale e artistico manifestato nella politica di rinnovamento delle sedi vescovili.

Gli interventi più significativi riguardarono il capoluogo con la costruzione ex novo del Magno Palazzo presso il Castello del Buonconsiglio, e il riassetto urbanistico del centro in vista del Concilio di Trento. Coinvolte in questo processo furono anche le sedi periferiche, tra queste il palazzo vescovile di Cavalese. Bernardo Clesio commissionò un primo sopralluogo nel 1528, per verificare lo stato dell’edificio, al quale seguiranno un primo restauro nel 1531, e grandi lavori di rinnovamento dal 1537 al 1539. Il progetto venne assegnato, con ogni probabilità, ad Alessio Longhi, lo stesso architetto impiegato per l’intervento nella residenza cittadina. Per l’esecuzione degli apparati pittorici furono incaricate le maestranze che avevano operato al Buonconsiglio: Marcello Fogolino, artista di origini vicentine, con la sua bottega. I medesimi artisti lavoreranno anche al Palazzo Assessorile di Cles.

Il cantiere di Cavalese venne affidato a Simone Bosch, capitano vescovile, incaricato della direzione dei lavori. Gli interventi clesiani trasformarono radicalmente l’edificio, che assunse le connotazioni di un vero e proprio palazzo signorile in stile rinascimentale. Venne addizionato alle strutture preesistenti un nuovo corpo di fabbrica posto a sud-est. Gli ambienti interni furono riorganizzati, tentando un livellamento dei piani, ed elegantemente affrescati. Sul lato meridionale si ripristinò il giardino direttamente collegato alla fabbrica con una scala monumentale, secondo modelli tipici dell’epoca che avevano ispirato anche lo spazio verde del Magno Palazzo, presso il Buonconsiglio.

I grandi lavori al palazzo di Cavalese sono documentati dallo scambio epistolare tra il principe vescovo e Simone Bosch, e dalla relazione economica di quest’ultimo. Si intuiscono grande entusiasmo e impazienza nelle parole di Bernardo Clesio, che sprona il suo capitano a far procedere i lavori con diligenza e sollecitudine. Il proposito del presule era trascorrere del tempo piacevole in quella che sarebbe stata una delle sue residenze estive. Il principe vescovo non vedrà mai il palazzo rinnovato e non potrà mai soggiornarvi.

Dopo la sua morte avvenuta nel luglio 1539, il cantiere fu portato a termine da Cristoforo Madruzzo, nuovo episcopo tridentino. Il rinnovamento del palazzo vescovile di Cavalese, dopo il Magno Palazzo, è la più importante impresa clesiana e contribuì, in maniera determinante, allo sviluppo artistico locale e alla futura nascita dell’importantissima scuola pittorica fiemmese.

Bibliografia essenziale

DELLANTONIO GIOVANNI, “Il castello del Buonconsiglio e il palazzo di Bernardo Cles: l'aquila e il leone”, in “Storia del Trentino, vol. IV – L’età moderna”, pp. 935-944, Bologna, 2000.
GIORDANI ITALO, “Note d’archivio sul Palazzo Vescovile di Cavalese ora sede della Magnifica Comunità di Fiemme”, Studi Trentini di Scienze Storiche, Annata LXXXV, Sez.I, N.2., Trento, pp. 165-199. Trento, 2005.
PRODI PAOLO (a cura di), “Bernardo Clesio e il suo tempo”, Roma, 1988.